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17 Marzo 2023

Crescita professionale e paternità: la storia di Daniele in Mashfrog

Daniele ci racconta la sua esperienza sulle iniziative aziendali che hanno supportato la sua paternità, evidenziando l'attenzione dell'azienda verso la parità di genere.

daniele perruca intervista

Daniele è un Software Analyst e lavora in mashfrog dal 2015. Di recente, è diventato papà, proprio in concomitanza con l'avvio di alcune iniziative aziendali a sostegno dei neogenitori. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo punto di vista sulla sua esperienza lavorativa in mashfrog, in particolare sulla gestione della neo-genitorialità all'interno dell'azienda.

Raccontaci innanzitutto il tuo percorso professionale

Già durante il periodo del liceo ho fatto un po’ di esperienze in ambito informatico, essendo sempre stato molto appassionato di questo settore. Successivamente ho intrapreso la carriera universitaria, laureandomi in Ingegneria Informatica all’Università Tor Vergata; subito dopo aver sostenuto la tesi sono entrato in mashfrog, dove lavoro da otto anni.

Qual è stata la tua evoluzione professionale all’interno dell’azienda?

Quando sono entrato, l’azienda aveva necessità di uno sviluppatore IOS; io avevo un’esperienza Android maturata durante gli anni universitari, ma ho espresso subito il mio interesse ad imparare nuove tecnologie. Dopo un primo periodo di training durato circa due settimane, mi è stato subito assegnato un progetto importante con un cliente americano. Successivamente sono stato impiegato su progetti minori, che però mi sono serviti per fare un po’ di esperienza sulla tecnologia IOS, quindi sono stato allocato sui progetti core dell’azienda, che riguardano il cliente ENI, e dove tutt’oggi sono Team Leader e punto di riferimento per le applicazioni Eni Live e Enjoy.

Ho introdotto in mashfrog l'utilizzo del framework React Native, l’infrastruttura che poi sarebbe stata il punto di partenza per nuovi progetti e che ancora si sta mantenendo su alcuni progetti storici, mentre sui nuovi progetti stiamo passando a Flutter, un framework open source sviluppato da Google e basato sul linguaggio Dart. Il mio percorso all’interno dell’azienda è stato lineare e sempre in crescita e sono molto soddisfatto delle opportunità e dei riconoscimenti che ho ricevuto in questi anni.

Nel frattempo, sei anche diventato papà: di quali benefit aziendali hai usufruito in questo periodo?

Sì, a settembre 2022 è nata mia figlia. Ho preso subito una parte dei dieci giorni di congedo obbligatori, che però ho terminato durante il periodo natalizio. Sono stato piacevolmente sorpreso nello scoprire che proprio in quei giorni l’azienda avviava una nuova iniziativa a sostegno della genitorialità, ossia l’estensione volontaria del congedo di paternità: un periodo aggiuntivo di congedo a disposizione dei neopapà da utilizzare entro il primo anno di vita del figlio. Per me è stato molto utile avere questi giorni in più a disposizione, per poter essere presente ad alcune visite mediche di mia figlia: grazie a questa iniziativa aziendale, ho infatti potuto seguire da vicino tutto il percorso di guarigione della mia bambina, ed essere di sostegno morale e pratico per mia moglie.

Oltre a questa bella iniziativa, ho ricevuto anche il bonus mamme e papà, un contributo economico che tutti i neogenitori ricevono al termine del periodo di congedo obbligatorio. Sono molto contento di lavorare in un’azienda che sostiene anche i papà, anche perché nessuno può davvero conoscere gli equilibri interni di una coppia ed è giusto dimostrare vicinanza sia alle mamme che ai papà: anche questa è parità di genere.

Ci sono altre iniziative che secondo te dovrebbero essere implementate per favorire la neo-genitorialità?

Tra le iniziative ormai diventate indispensabili aggiungerei lo smartworking, che per un neogenitore è davvero un grande aiuto. Anche da questo punto di vista in Mashfrog siamo precursori: siamo stati tra le prime aziende ad inserirlo nel 2019 e siamo stati molto bravi a mantenerlo e strutturarlo dopo la pandemia. Mi ritengo molto fortunato a lavorare in un’azienda così flessibile, che permette ai suoi dipendenti di lavorare da casa quando ne hanno la necessità.

intervista Daniele Perruca