2 Agosto 2021

Dalla Colombia fino in Mashfrog: la storia di successo di Juan David

Juan David, analista funzionale nel programma MES, lavora in mashfrog Group dal giugno 2019. Ci ha raccontato come è arrivato nella nostra azienda e quali motivi lo hanno spinto a trasferirsi in Italia dalla lontana Colombia.

26 anni, origini colombiane, in Italia da quasi cinque anni. Juan David è approdato in mashfrog nel giugno 2019 dopo aver brillantemente seguito uno dei tanti programmi di training on the job  organizzati dall’azienda per formare giovani talenti. Oggi è analista funzionale nel programma MES - Fast-Track di Prysmian, ma il suo percorso di crescita è iniziato diversi anni fa, quando ha scelto di terminare gli studi nel nostro paese. In questa breve intervista ci ha parlato della sua esperienza e ci ha raccontato il suo punto di vista rispetto alle differenze e alle analogie tra il paese in cui vive, l’Italia, e il paese che porta nel cuore, la Colombia.

Qual è il tuo percorso di studi?

Ho conseguito una Laurea Triennale in Ingegneria Industriale in Colombia, nel cuore di Bogotá, la mia città di origine. Successivamente ho deciso di continuare la mia formazione in Italia, dove ho concluso il mio percorso di studi prendendo una Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino.  

Sono sempre stato molto interessato alla gestione di processi del settore manufatturiero e informatico, sia a livello strategico che operativo. Ecco perché ho scelto questo percorso formativo, in assoluto il più completo e adatto alle mie aspettative e passioni. 

Cosa ti ha spinto a terminare i tuoi studi in Italia?

Nella mia università in Colombia, gli alunni più meritevoli e idonei hanno la possibilità di finire il proprio percorso di studi in una università europea. Vista l’affinità culturale e l’ottima qualità di vita ho scelto di trasferirmi in questo bellissimo paese. Così, un anno prima di finire gli studi in Colombia, ho iniziato ad imparare l’italiano, questo perché un livello intermedio della lingua era richiesto, anche se il percorso formativo era impartito in inglese. Successivamente, nel 2016 sono stato scelto per partecipare al programma di doppia laurea, vincendo una borsa di studio per la Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino. 

Quali sono le principali differenze che hai riscontrato tra l’università colombiana e quella italiana?

Una delle principali differenze che ho riscontrato è che in Italia è richiesta molta autonomia e   indipendenza rispetto al metodo colombiano: anche se il programma universitario è guidato, ognuno decide il ritmo di apprendimento, bisogna sapere quando fermarsi per approfondire un determinato argomento o andare più velocemente su altri. In Colombia ci sono diversi esami durante il semestre e ci sono anche dei compiti settimanali che hanno un valore importante nel voto finale del corso.

Inoltre, per gli esami italiani bisogna essere molto preparati su tutti gli argomenti affrontati durante il semestre, la quantità di informazioni da apprendere è più elevata, ed avendo un solo esame che praticamente valuta totalmente il corso, la pressione e il livello di stress l’ho sentito più alto. 

Trovi qualche affinità tra la cultura colombiana e quella italiana?

Decisamente sì, anche se ci sono differenze tra le nostre culture, le cose più importanti sono similari. La passione per quello che si fa e la voglia di spingere avanti sono un punto di incontro, siamo persone calde che mettono il cuore in quello che fanno.

L’amore per il proprio paese e le proprie tradizioni è un altro punto in comune, cerchiamo di mettere sempre in alto il nome della nostra terra e siamo molto orgogliosi delle nostre tradizioni. Questo porta anche gli altri ad apprezzare le cose a cui noi diamo valore.

Siamo simili anche su altre cose, come ad esempio la passione per il caffè, con l'Italia che è la migliore al mondo a preparalo e la Colombia che è la migliore al mondo a coltivarlo, ma anche il calcio, con la nazionale che ferma il paese ogni volta che gioca, il valore della famiglia, i pranzi a casa dalla nonna e l’amore per la cucina
 

Di cosa ti occupi in Mashfrog? Quali sono i principali progetti che segui?

In questo momento lavoro per due progetti in contemporanea, in ambito Manufacturing execution systems (MES): uno di implementazione dell’applicativo di Fast-Track di Prysmian e un altro di AMS per un plant diverso. Faccio parte del team funzionale del programma, dove ci occupiamo della raccolta di requisiti, design, test, manutenzione e implementazione del MES della fabbrica. Utilizziamo il tool di Delmia APRISO e lo interfacciamo con il ERP (SAP), presente in Prysmian.

Ti senti adeguatamente inserito nel contesto lavorativo in cui ti trovi?

Sì, mi sento inserito correttamente, lavoro all’interno di un gruppo molto dinamico e agile, con altri colleghi di Mashfrog e anche diverse società. In Mashfrog ho avuto la fortuna di lavorare sempre con persone molto capaci, che mi hanno guidato dall’inizio del mio percorso lavorativo e mi hanno supportato in ogni situazione, questo è stato fondamentale per la mia crescita professionale. Per questo motivo, dopo il mio inserimento in azienda, ho deciso di trasferirmi a Milano, dove lavoro oggi. Sono contento di lavorare per una società che cresce e si espande ogni giorno, con una prospettiva di innovazione continua, che offre ai diversi clienti la possibilità di avanzare nel completamento dei loro oggettivi. 

Cosa ti manca di più del tuo paese?

Ciò che sicuramente mi manca di più e la mia famiglia. Per il percorso che ho scelto, ho dovuto venire senza nessuno di loro, ho un rapporto molto vicino con la mia famiglia e non avendo né fratelli o sorelle è stato una situazione complicata per i miei genitori, specialmente per mia madre. Comunque, sapevamo tutti che era la strada giusta e che alcuni sacrifici sono necessari per raggiungere questo obbiettivo

Mi mancano anche le domeniche da mia nonna, mangiando Ajiaco Santafereño (un piatto tipico della mia regione), in compagnia dei miei zii e cugini. Giocando carte e ridendo tutti insieme. Fortunatamente ho sempre avuto il supporto di tutta la mia famiglia e con le comodità che ci sono adesso è facile trovarci qualche volta all’anno, sia in Colombia che in Italia. 

Un’altra cosa che mi manca sono gli amici con cui sono cresciuto in Colombia. ogni volta che vado cerco di vederli, e anche se non abbiamo un contatto molto frequente, quando si torna, sembra che il tempo non sia mai passato.