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17 Febbraio 2026

La sfida degli Agenti AI e la partita che ridisegna il Nasdaq

Il CEO di Mashfrog Group ai microfoni di Class CNBC sui nuovi scenari dell’intelligenza Artificiale. Tra investimenti record, IPO e timori dei mercati, l’AI si prepara a ridisegnare equilibri industriali e aprire un nuovo ciclo.

AgentiAI Nasdaq

L’Intelligenza Artificiale sta entrando in una nuova fase. Dopo l’esplosione dell’AI generativa "orizzontale", capace di produrre testi, immagini e codice, il mercato guarda ora agli Agenti AI: componenti software specializzate, addestrate su dati verticali e progettate per ripensare processi specifici, aziendali e professionali.

Nello Speciale di CLASS CNBC andato in onda il 17 febbraio, Edoardo Narduzzi, CEO di Mashfrog Group, descrive questo passaggio come un’evoluzione naturale ma strategica: "Una volta scoperta l’AI generativa orizzontale, stiamo ora scoprendo l’AI generativa verticale. Gli agenti sono software specializzati, allenati su dati molto verticali per reingegnerizzare processi specifici".

Non è solo un upgrade tecnologico, ma un cambio di paradigma che apre una competizione globale destinata a ridefinire gli equilibri del settore tech.

Chi vincerà la corsa agli Agenti AI

La competizione è "abbastanza sfrenata", osserva Narduzzi, e si giocherà su due fronti distinti. Da un lato, i motori linguistici più avanzati e specializzati in ambito B2B, capaci di essere integrati nei processi aziendali da terze parti. Dall’altro, i grandi player che dispongono di enormi masse di dati per addestrare agenti sempre più sofisticati e multispecializzati.

"Vinceranno quelli che avranno motori basati sul linguaggio naturale più specializzati in ambito B2B e chi ha a disposizione una massa di dati significativa per allenare questi agenti in maniera orizzontale".

In questo scenario, aziende come Anthropic e Alphabet appaiono in posizioni particolarmente interessanti. La partita non riguarda solo l’innovazione, ma il controllo delle infrastrutture cognitive su cui si costruiranno i processi futuri.

Investimenti, infrastrutture e il "nuovo" Nasdaq

Il pieno dispiegamento delle potenzialità dell’AI richiede investimenti industriali imponenti. Narduzzi parla di “componenti di una trasformazione industriale che ancora non sono completamente realizzate”.

Dai semiconduttori all’energia, l’ecosistema deve evolvere per sostenere la nuova ondata tecnologica. L’annuncio di 20 miliardi di dollari di investimenti da parte di Micron nella ricerca sui chip di nuova generazione è solo un esempio di questa corsa infrastrutturale.

Sul fronte dei mercati, il cambiamento è già visibile. Gli investitori stanno progressivamente spostando l’attenzione dal software-as-a-service tradizionale alle aziende dell’era AI. "Al Nasdaq gli investitori sono meno interessati al software che c’era prima dell’intelligenza artificiale e molto più interessati a capire che tendenze prenderanno gli investimenti nell’AI, soprattutto nell’AI agentica".

Il 2026 potrebbe segnare una svolta, con una serie di IPO annunciate – da Anthropic a OpenAI – destinate, se di successo, a contribuire alla "rigenerazione del Nasdaq". Una parte del capitale si sposterà dalle aziende tech dell’era pre-AI verso quelle native dell’era dell’intelligenza artificiale. Un passaggio che Narduzzi definisce “un fenomeno abbastanza originale nell’economia di mercato”.
 

      


L’AI Scare Trade e l’ansia dei mercati

Nelle ultime settimane, i mercati hanno mostrato nervosismo, con quello che è stato ribattezzato "AI Scare Trade": vendite concentrate su settori ritenuti potenzialmente sostituibili dall’intelligenza artificiale, dal software ai servizi finanziari, fino al real estate commerciale e alla logistica.

Per Narduzzi, la reazione è "un po’ eccessiva", anche se comprensibile. "L’intelligenza artificiale agentica non è dietro l’angolo. Arriverà, ma ci vorranno ancora alcuni anni. Oggi siamo alla fase iniziale".

Tuttavia, i mercati finanziari vivono di anticipazione. In una società in cui gran parte del PIL è basato sui servizi, l’impatto dell’AI – soprattutto nella sua evoluzione generativa – è già tangibile. In banche d’affari e società di consulenza, attività un tempo affidate a junior vengono oggi svolte da strumenti capaci di produrre report, analisi e due diligence con semplici prompt.

Non si tratta solo di efficienza. È un cambiamento che incide sulla struttura stessa dell’occupazione, come dimostrano le difficoltà crescenti dei giovani laureati americani ad accedere a ruoli entry level tradizionali.

Tra anticipazione e trasformazione

L’AI non è ancora pienamente matura nella sua forma agentica, ma sta già ridefinendo aspettative, flussi di capitale e dinamiche del lavoro. I mercati anticipano uno scenario in cui l’intelligenza artificiale non sarà un semplice strumento, ma un’infrastruttura pervasiva dei servizi.

La vera questione non è solo chi vincerà la corsa tecnologica, ma come imprese, investitori e sistemi economici sapranno governare questa transizione. Se l’AI generativa ha mostrato ciò che è possibile, l’AI agentica promette di intervenire direttamente nei processi decisionali e operativi.

Il punto di equilibrio tra entusiasmo, investimento e sostenibilità industriale determinerà non solo il futuro del Nasdaq, ma quello di un’economia sempre più costruita su software che non si limita ad assistere, ma agisce.