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06 Maggio 2026

Codice e meme, il doppio mondo di Florido

Dalla consulenza digitale alla creazione di una delle pagine di meme più seguite in Italia, Florido ci racconta un percorso intriso di curiosità, creatività e passione digitale.

Florido Di Palma

Florido è Technical Consultant Senior nella Digital Experience Practice di Mashfrog, Entrato come sviluppatore front-end, attualmente si occupa di analisi di gare e pre-sales, oltre che di gestione e supervisione dei team di sviluppo. In questa intervista ci racconta come la sua crescita professionale costruita sul campo si sia intrecciata a una forte componente creativa, che lo ha portato a fondare una delle pagine di meme più seguite in Italia. 

Qual è stato il percorso che ti ha portato in Mashfrog?

Mashfrog è stata la mia prima esperienza lavorativa. In quel periodo frequentavo il secondo anno di Ingegneria Informatica e mi trovavo in una fase un po’ complessa del percorso universitario. Avevo già superato gli esami più impegnativi, ma mi ero bloccato su quelli che percepivo come meno utili e meno stimolanti.

Così ho deciso quasi per caso di partecipare a un Career Day all’Università di Roma Tor Vergata, dove ho avuto modo di conoscere Mashfrog. Non conoscevo bene l’azienda, ma sentivo il bisogno di capire se esistesse un’alternativa concreta al percorso che stavo facendo. Dopo il primo contatto è arrivata la proposta di uno stage retribuito, che per me rappresentava in quel periodo un’opportunità enorme.

Da lì è iniziato il mio percorso. Ho imparato soprattutto lavorando sui progetti, entrando nel vivo delle attività e confrontandomi con tecnologie diverse. Questo mi ha permesso di crescere in modo molto rapido e concreto, costruendo competenze che difficilmente avrei sviluppato solo in ambito accademico.

Di cosa ti occupi e quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ti appassionano di più?

Nel tempo il mio ruolo si è evoluto in modo naturale. Oggi sono uno sviluppatore front-end senior ma negli ultimi tempi mi sto occupando principalmente di analisi: lavoro sulle gare e sulle attività di pre-sales, partendo dai requisiti fino alla definizione delle soluzioni. Quindi analizzo i bisogni, costruisco una proposta, stimo tempi e costi e poi seguo il progetto anche nelle fasi successive, supportando i team che lo sviluppano. 

Ciò che mi appassiona di più del mio lavoro è proprio la gestione delle problematiche. Trovarmi davanti a una situazione complessa, analizzarla e capire come affrontarla è qualcosa che mi stimola molto. È un tipo di approccio che nel lavoro mi viene naturale e che vivo come una sfida positiva.

Inoltre, mi piace molto il fatto di lavorare in un settore in continua evoluzione. Non esiste un punto di arrivo definitivo e questo ti costringe a rimanere aggiornato, a metterti in discussione e a continuare a imparare. È una dinamica che tiene alta la motivazione e rende il lavoro sempre diverso.

Sei anche il fondatore di una delle pagine meme più seguite in Italia: come e quando è nata questa passione?

La parte strana dell’internet nasce nel 2016, in pieno periodo universitario. All’inizio era un progetto condiviso con altre persone, un gruppo che aveva l’obiettivo di raccogliere e condividere contenuti particolari trovati online. Non si trattava solo di meme, ma anche di immagini strane, contenuti un po’ surreali o fuori dagli schemi.

Con il tempo è stata la community stessa a orientare il progetto. Alcuni contenuti funzionavano più di altri e i meme, in particolare, generavano un coinvolgimento molto più forte. Da lì è nato un percorso naturale verso quel tipo di comunicazione.
Per me non è stata solo una pagina, ma un’esperienza importante anche a livello personale. In qualche modo è diventata una specie di “maschera” che mi ha permesso di esprimermi più liberamente, di superare alcune insicurezze e di entrare in relazione con tante persone diverse. Si è creata una vera community, fatta di scambio, confronto e condivisione. I meme erano il mezzo, ma dietro c’era molto di più.

Oggi quel progetto appartiene in gran parte al passato. Non perché sia venuto meno l’interesse, ma perché nel tempo sono cambiate le priorità. Con l’ingresso nel mondo del lavoro e una vita più strutturata, è diventato sempre più difficile dedicare alla pagina lo stesso tempo e la stessa energia di prima. Inoltre, l’esperienza ha fatto emergere anche i limiti delle piattaforme, dove il lavoro fatto non è mai completamente “tuo” e può essere interrotto da un momento all’altro. Per questo motivo, questo progetto resta per me un’esperienza significativa che ha lasciato un segno, ma che oggi vive in una forma diversa e più personale.

Cos’altro ti appassiona? Come ti piace passare il tempo libero?

Sono una persona molto curiosa e questo mi porta ad avere tante passioni diverse. Tra quelle a cui tengo di più c’è sicuramente Dungeons & Dragons, un gioco di ruolo da tavolo in cui, insieme ad altre persone, si costruisce una storia: ognuno interpreta un personaggio e, guidati da un narratore, si vive un’avventura fatta di scelte, imprevisti e momenti anche molto divertenti. Per me è diventato un appuntamento fisso della settimana, un modo per staccare completamente dal lavoro e entrare in una dimensione totalmente diversa. Mi piace perché unisce creatività, immaginazione e relazione con gli altri. Ogni partita è diversa e nasce anche da quello che ciascuno porta al tavolo.

Un’altra grande passione sono i manga. Mi affascinano perché riescono a raccontare storie molto profonde, spesso con significati allegorici importanti, usando un linguaggio che combina testo e immagini in modo davvero efficace. Col tempo è diventata anche una piccola collezione personale, oltre che un interesse che continuo a coltivare con piacere.

Guardando al futuro: quali sono le tue prospettive, sia dal punto di vista professionale che personale?

Dal punto di vista professionale mi piacerebbe continuare a crescere all’interno di Mashfrog. L’idea è quella di costruire un percorso solido nel tempo, ampliando sempre di più le mie competenze e assumendo responsabilità crescenti. Mi riconosco una certa inclinazione alla leadership, ma sono consapevole che sia qualcosa da sviluppare con l’esperienza. È un percorso che richiede tempo e che voglio affrontare in modo graduale, continuando a imparare dalle persone con cui lavoro ogni giorno.

A livello personale, il mio obiettivo è mantenere un buon equilibrio, continuare a coltivare le mie passioni, viaggiare e costruire una quotidianità che mi permetta di stare bene. Tra i progetti più concreti c’è il matrimonio, un passo importante che sto organizzando da tempo e che presto diventerà realtà.