AI, produttività e IPO: la nuova competizione tra OpenAI e Anthropic
Dalla sostenibilità dei modelli alle prossime grandi IPO tecnologiche. Edoardo Narduzzi, CEO di Mashfrog Group, analizza a Class CNBC la nuova fase dell'intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase della propria evoluzione. Dopo la corsa alle capacità dei modelli e alla potenza di calcolo, l’attenzione delle imprese e degli investitori si sta spostando sempre più verso elementi concreti: efficienza, costi di utilizzo, ritorno sugli investimenti e sostenibilità industriale.
È questo lo scenario tracciato da Edoardo Narduzzi, CEO di Mashfrog Group, intervenuto a Class CNBC nei giorni del lancio di una nuova generazione di modelli di frontiera, a partire da GPT-5.6.
Dalla potenza dei modelli al costo dei token
Per le aziende, la valutazione di una soluzione AI non può più limitarsi alla qualità delle risposte generate. Con la diffusione degli agenti intelligenti all’interno dei processi produttivi, logistici e amministrativi, diventa fondamentale comprendere quanto costerà utilizzare queste tecnologie su larga scala.
“La preoccupazione del mondo business è comprendere quale sarà il costo del consumo dei token nel momento in cui si adotterà in maniera diffusa un deployment di agenti basati sull’intelligenza artificiale - ha spiegato Narduzzi - capaci di ridisegnare i processi produttivi, logistici o di altro tipo all’interno dell’azienda.
La riduzione dei costi, tuttavia, rappresenta soltanto una parte dell’equazione: “La discontinuità tecnologica deve muoversi su due gambe: da un lato aumentare la produttività, dall’altro riuscire, a parità di output, a produrre con un costo più basso. Altrimenti non esistono le condizioni per realizzare l’investimento”.
Il ritorno sull’investimento diventa decisivo
Secondo Narduzzi, proprio la capacità di rendere evidente il ritorno sull’investimento rappresenta oggi una differenza significativa tra OpenAI e Anthropic. “In alcune situazioni, nel mondo di Anthropic, il ritorno sull’investimento è più facile da dimostrare. Nel mondo di ChatGPT e OpenAI è un po’ meno immediato”, ha osservato il CEO di Mashfrog Group.
Una differenza che si riflette anche nella comunicazione. OpenAI, secondo Narduzzi, appare più orientata a rassicurare il mercato sulla progressiva evoluzione dei propri modelli, mentre Anthropic può contare su una tecnologia che, in alcuni ambiti business, sembra essersi già avvicinata alle aspettative dei clienti.
Anthropic più pronta per Wall Street
Il confronto tra le due aziende non riguarda soltanto i prodotti. Con le prospettive di quotazione sempre più presenti nel dibattito finanziario, gli investitori osservano la solidità dei modelli industriali, la crescita dei ricavi e la capacità delle aziende di sostenere nel tempo investimenti particolarmente elevati.
Su questo terreno, Narduzzi individua in Anthropic il soggetto oggi più preparato ad affrontare il mercato azionario. “Anthropic è più pronta da un punto di vista industriale” - ha affermato - “I prossimi risultati finanziari potrebbero rafforzare ulteriormente l’interesse degli investitori e consolidare la posizione dell’azienda nell’ecosistema delle AI di frontiera”.
OpenAI conserva il vantaggio di essere stata tra le prime realtà a portare l’intelligenza artificiale generativa all’attenzione del grande pubblico, ma oggi si troverebbe in una fase di rincorsa rispetto ad alcuni concorrenti.
Verso la prima IPO trilionaria del software
Le possibili quotazioni di OpenAI e Anthropic potrebbero rappresentare un passaggio storico per l’industria tecnologica. Se negli ultimi anni i mercati hanno assistito alla crescita di aziende con capitalizzazioni superiori al trilione di dollari, il prossimo salto potrebbe riguardare una società interamente costruita intorno all’intelligenza artificiale.
“Penso che Anthropic si quoterà prima della fine dell’anno e che potrà diventare la prima quotazione trilionaria del mercato mondiale per una società di software”. Si tratta di una valutazione personale, come precisato dallo stesso Narduzzi, ma fondata sulla capacità attribuita all’azienda di continuare a crescere nei prossimi trimestri e di offrire agli investitori indicatori industriali più facilmente leggibili.
Dalla promessa tecnologica alla sostenibilità industriale
L’intervento di Edoardo Narduzzi a Class CNBC conferma la visione che guida Mashfrog Group nel percorso verso l’agentic AI as a service: accompagnare le organizzazioni non nella semplice adozione di un nuovo strumento, ma nella costruzione di sistemi intelligenti capaci di integrarsi nei processi, aumentare la produttività e rendere sostenibile l’innovazione.
È su questi terreni - applicabilità, misurabilità e del ritorno industriale - che si deciderà la competizione tra i grandi protagonisti dell’intelligenza artificiale e, soprattutto, la capacità dell’AI di trasformarsi da promessa tecnologica a infrastruttura concreta dell’economia.