16 Aprile 2019

Mashfrog Group apre le porte allo Smart Working

Al via il progetto pilota di sei mesi che coinvolgerà circa il 50% delle persone che lavorano in azienda.

 

Una fase di sperimentazione che durerà dal 2 maggio al 2 ottobre 2019 e che punta a valorizzare responsabilità, collaborazione, talenti e competenze. È con questa visione che Mashfrog Group ha deciso di introdurre lo Smart Working all’interno dell’azienda. Si inizia con una fase sperimentale che ha già raccolto l’adesione del 50% delle persone che lavorano nelle diverse sedi del Gruppo. Questa misura si inserisce all’interno di una serie di soluzioni di welfare aziendale, basate sulla convinzione che i benefici offerti a ogni singola persona rappresentino un valore e un’utilità per l’attività di ciascuno e per gli obiettivi del Gruppo nel suo complesso.

I dipendenti che hanno aderito alla fase di sperimentazione potranno lavorare un giorno a settimana in un contesto diverso dalle sedi operative ufficiali e le prospettive sono decisamente promettenti.

Le motivazioni che spingono i lavoratori ad aderire allo Smart Working sono legate soprattutto alla sfera personale e al miglioramento del livello di benessere. Tra queste si evidenziano:

  • La possibilità di evitare lo stress durante gli spostamenti casa-ufficio.
  • Un miglioramento dell'equilibrio tra vita privata e professionale.
  • Un maggior senso di responsabilità e della motivazione professionale nei riguardi  dell'azienda, del management e dei colleghi.
  • La volontà di limitare l’impatto ambientale, ad esempio non inquinando durante il tragitto fra la casa e l’ufficio.

 

I benefici del lavoro agile non sono solo misurabili in termini di equilibrio e soddisfazione individuale, ma anche di miglioramento delle performance, della qualità dei risultati prodotti e dell’organizzazione nel complesso. 

Renzo Fiorini, Responsabile Risorse Umane del Gruppo è dell’idea che, 

"La tecnologia e la digitalizzazione dell’esperienza del consumatore/utente stanno rivoluzionando il modo di lavorare, l’organizzazione nel suo insieme, e gli spazi fisici e logici dell’azienda. Lo Smart Working non significa lavorare uno o due giorni da casa, perché è molto di più: è un nuovo approccio al tradizionale modo di lavorare e di collaborare all’interno di un’organizzazione e presuppone significativi cambiamenti.

Mettendo il lavoratore al centro dell’organizzazione lo si rende più autonomo e responsabile anche riguardo alla possibilità di scegliere il luogo, gli orari e gli strumenti con cui svolgere le proprie mansioni."

Nel 2018 gli Smart Worker sono ormai 480mila, in crescita del 20%, e si ritengono più soddisfatti dei lavoratori tradizionali sia per l'organizzazione del lavoro (39% contro il 18%) che nelle relazioni con colleghi e superiori (40% contro il 23%) sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano (MIP).

Rispondere alle esigenze di flessibilità e di autonomia nell'organizzazione del lavoro, soprattutto dei più giovani, e ottimizzare tempi e utilizzo delle risorse, sono i principi che hanno ispirato il progetto di Smart Working e che accompagneranno il Gruppo in questa prima fase.