7 Novembre 2019

Convergenza e centralità del fattore umano: come evolve l'e-commerce

Essere presenti on-line è indispensabile, ma integrare strategicamente la molteplicità di canali e touchpoint off-line e on-line è il segreto del successo di un e-commerce oggi.

Ne abbiamo parlato con Pablo Liuzzi, CEO di The Innovation Factory, la company con competenza verticale nella progettazione e sviluppo di soluzioni e-commerce entrata nel Gruppo mashfrog al principio del 2019.

I numeri dell’e-commerce nel mondo, in Europa e in Italia

Dalla nascita dell’e-commerce ad oggi abbiamo assistito a un vero e proprio cambio di paradigma e ad un'evoluzione tanto dell'esperienza d'acquisto quanto delle strategie di vendita. Grazie alle nuove tecnologie, machine learning, intelligenza artificiale, Big Data, la crescita che registreremo nel prossimo decennio sarà ancora più rapida e radicale. 

I numeri. Oggi la maggior parte degli utenti ha effettuato almeno un acquisto online e la crescita che l’e-commerce ha avuto negli ultimi anni ha incrementato notevolmente il numero delle piattaforme: non solo shop online, ma anche grandi marketplace che raccolgono prodotti di ogni genere.
Nel mondo, 1,79 miliardi di persone hanno effettuato 1 acquisto nel 2017 e nel 2021 si stima che 2,21 miliardi di persone acquisteranno online.
In Europa il valore dell’e-commerce è stimato intorno ai 602 miliardi di euro nel 2017, il 14% in più rispetto al 2016. Il numero di persone che effettua acquisti online è pari a 324 milioni. Olanda e Italia sono i paesi che hanno visto crescere l’e-commerce più velocemente negli ultimi cinque anni, e si prevede un’ulteriore crescita del 14% ogni anno fino al 2021. Regno Unito, Germania e Francia dominano la scena europea, generando il 70% del fatturato e-commerce europeo.
Il mercato e-commerce B2C in Italia ha generato un fatturato di 35,1 miliardi di euro nel 2017, crescendo complessivamente dell’11% rispetto al 2016.
Insomma, una vera opportunità per tutte le aziende, brand e rivenditori b2b e b2c che vogliono vendere online e incrementare il proprio business.
Peccato però che secondo i dati di settore elaborati sull’anno 2017 circa il 33% degli e-commerce italiani fallisce nel giro di 12 mesi dalla data di creazione.
Vediamo insieme perché e quali sono le strategie per vendere online nel modo giusto. 

Quanto costa aprire un e-commerce, e quanto costa alle aziende non farlo

Il costo di un e-commerce è proporzionale alle aspettative del merchant e dipende dall’obiettivo target che il merchant ha definito. L’investimento diventa maggiore se il mercato di riferimento è molto competitivo, se nei piani dell’imprenditore c’è il desiderio di raggiungere un risultato in tempi brevi, se il mercato è internazionale, se il prodotto da veicolare è idoneo per l’adozione di un sistema di multicanalità. 
Viceversa, non è così semplice determinare la perdita causata da un'assenza sul mercato on-line. Dipende dai numeri che il merchant o meglio l’azienda in questo caso, fanno sul mercato tradizionale.

Senza ombra di dubbio, la digitalizzazione dei processi di vendita e dell’esperienza che gli utenti si attendono, fanno parte di un processo di innovazione in atto da anni. Restare fuori dal mercato delle vendite on-line significa, aldilà dei numeri, resta fuori dal mondo ed allontanarsi sempre di più dai propri clienti, dal mercato.

Oltre alla piattaforma quali costi bisogna considerare?

1.    Il costo di manutenzione correttiva ed evolutiva di una piattaforma.
2.    Il costo relativo alle campagne di marketing sui vari canali, costo che si può dividere in due grandi voci: consulenza strategica per la gestione delle campagne in modo continuativo e budget media.
3.    Formazione del personale per l’utilizzo delle piattaforme.
4.    Per le aziende che hanno processi consolidati di vendita tradizionale, esiste anche un costo relativo all’integrazione dei sistemi per ciò che riguarda la tecnologia, insieme all’integrazione ed evoluzione dei processi aziendali. Processo di trasformazione digitale che è alla base di ogni progetto e-commerce di successo.

Cosa sta succedendo nel settore retail? 

Credo che il mondo retail, negli ultimi anni, sia stato travolto dalle vendite on-line ed abbia reagito con un certo ritardo. Questa affermazione non vale per tutti i mercati e tutti i paesi in modo identico e nello stesso periodo ma in sostanza, ci si è svegliati tardi. In una fase iniziale il mercato tradizionale, off-line, ha visto nell’on-line il peggior nemico. Ha provato a combattere questa tendenza su un terreno che non era il suo e la maggior parte delle volte, ha perso. Oggi questi due settori, on-line ed off-line convergono. Sono tanti i brand che si rivolgono a noi per progettare piattaforme e servizi in grado di garantire esperienze di Acquisto Complete. Esperienza che non può prescindere dall’off-line, soprattutto per alcuni prodotti come Fashion, Luxury e Food.  

Marketplace vs e-commerce: quali sono le principali differenze?

Un portale di e-commerce è una piattaforma dedicata alla vendita esclusiva del prodotto o dei prodotti del venditore, owner del portale.
Un marketplace, invece, è uno spazio condiviso che ospita negozi, vetrine e prodotti di più venditori.
A seconda del tipo di prodotto o servizio venduti, i due canali possono coesistere creando casi di successo.

Ritengo sia fondamentale pensare a e-commerce, marketplace, social network e negozi tradizionali come strumenti e canali che definisco un servizio verso il cliente. Modi diversi e convergenti per garantire la miglior esperienza di acquisto possibile.

Innovare con attenzione al fattore umano 

Nel 2019 TIF entra a far parte di mashfrog aggiungendo alle linee di business del Gruppo una competenza verticale nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni e-commerce.

Innovare mantenendo un contatto costante con la realtà e tenendo sempre al centro il fattore umano.

Nel DNA di TIF c'è la vocazione all'innovazione, una passione per il codice e la programmazione, e un'attenzione costante al fattore umano che resta centrale in ogni fase della progettazione. Di nuovo è convergenza la parola chiave: la convergenza tra digitale e reale, tra on-line e off-line, che resta per Pablo l'ingrediente indispensabile per affrontare e vincere le sfide di un mercato sempre più competitivo.

L'intervista integrale a Pablo Liuzzi