4 Giugno 2019

Da programmatore a contributor della “Bibbia del SEO”

Claudio Fiorentino, Head of SEO di Mamadigital, fa parte del team di eroici professionisti che hanno lavorato all’edizione italiana di The Art of SEO, libro più completo sulla SEO attualmente in circolazione.
 

Lo definiscono la “Bibbia della SEO”, un’opera di quasi 1.000 pagine scritta da tre dei più considerevoli esperti internazionali della Search Engine Optimization (Eric Enge, Jessie Stricchiola, Stephan Spencer). The Art of SEO, pubblicato per la prima volta nel 2009, vede finalmente la luce in un’aggiornatissima traduzione italiana già sold out a pochissimi giorni dall’uscita.

A lavorare sui ben 15 capitoli dell’imponente volume un team costituito dai migliori professionisti in ambito SEO, CRO e Content Marketing di tutta Italia che hanno non solo tradotto, ma anche integrato con appendici esclusive l’edizione originale. Tra loro c’è anche Claudio Fiorentino, Head of SEO e Research Senior di Mamadigital, agenzia di Web Marketing entrata a far parte del Gruppo mashfrog nella primavera del 2017.

Una formazione sul campo. Claudio non nasce come professionista del Search Marketing, ma come analista/programmatore ORACLE che si avvicina e si appassiona “on the road” alla SEO, partecipando agli eventi di settore e affiancando professionisti del web. Il lavoro come SEO specialist inizia ufficialmente nel 2011 e lo porta a diventare velocemente un esperto del funzionamento dei principali motori di ricerca, Google in primis.  
Il coinvolgimento di Claudio nella realizzazione dell’edizione italiana di The Art of SEO arriva non solo per la fama guadagnata nel settore, ma anche per la conoscenza approfondita di uno strumento che chi si occupa di SEO non può ignorare: Screaming Frog. È proprio a questo tool, al suo utilizzo e ai suoi punti di forza, che Claudio dedica l’appendice a lui destinata nell’edizione italiana di The Art of SEO. L’appendice di Claudio, intitolata "Analisi SEO tramite Screaming Frog", la troviamo alla fine del capitolo 6.  
 
"Screaming Frog simula la scansione da parte di un motore di ricerca, ci mostra tutto ciò che un motore di ricerca vede di un sito web e fornisce tutte le informazioni utili per ottimizzarlo."
 
Screaming Frog analizza tutte le URL di un sito, evidenzia ogni tipologia di errore e fornisce informazioni importantissime per l’ottimizzazione on-site: correttezza dei metadati, lunghezze di H1 (title) o H2 (description) non ottimali, mancanza di testo ALT per le immagini, duplicati, immagini non responsive e via dicendo. Insomma un vero e proprio screaning del sito web per valutarne lo “stato di salute” agli occhi di un motore di ricerca.
Questa simulazione produce una notevole quantità di dati da elaborare ed interpretare che costituiranno la base di partenza per le successive attività di ottimizzazione finalizzate a  migliorare il posizionamento nelle pagine dei risultati di ricerca. Questa, d’altronde, la sfida dei professionisti della SEO: fare in modo che un sito venga valorizzato (e non penalizzato) dal motore di ricerca e, aspetto determinante per massimizzare le opportunità di business, che venga visualizzato tra le prime posizioni di una SERP (Search Engine Results Page) al fine di attrarre maggior traffico organico.
 
"Nel capitolo mostro come si utilizza Screaming Frog, come si presentano i dati, ma soprattutto come leggerli, intersecarli e interpretarli."
 
È proprio la capacità di leggere e mettere a frutto i dati estratti dallo strumento a determinare il valore aggiunto dell’attività di un SEO. Le ultime release del tool, aggiunge Claudio, forniscono anche indicazioni importanti sull’architettura dei contenuti di un sito. Cosa significa? Che utilizzando Screaming Frog si ottiene uno schema della struttura del sito così com’è che ci consente di capire quanto, attraverso ottimizzazioni e un’opportuna strategia di linking interno, possiamo valorizzare le pagine o sezioni di business.
 
"In Mamadigital utilizziamo quotidianamente Screaming Frog a supporto delle attività SEO. In particolare lo consideriamo fondamentale per gestire le fasi di migrazione dei siti web, anche di quelli complessi".
 
Il tool è utile nella fase che precede la migrazione, quando vengono fornite tutte le indicazioni di ottimizzazione da passare al team che si occupa dello sviluppo, durante la migrazione stessa, e nella fase successiva, quella nella quale si fa il check delle redirezioni al nuovo sito.
La posta in gioco, ci spiega Claudio, è elevata, una migrazione correttamente gestita consente di non perdere il Trust (l’autorevolezza e l’affidabilità del sito per i motori di ricerca) e quindi i posizionamenti conquistati nel tempo.
 
Le prossime sfide della SEO. “Quello che ci aspetta è un futuro nel quale la vocal search sarà dominante", commenta Claudio. "Un cambiamento significativo nel comportamento degli utenti che impatterà non poco sul lavoro dei SEO. Per intercettare l’intenzione di ricerca dell’utente si dovrà ragionare sempre meno in termini di “keyword secche” e sempre più in termini di costruzioni sintattiche complesse tipiche del linguaggio parlato. Gli esperti del settore stanno definendo e linee guida per l’ottimizzazione in funzione della ricerca vocale, ma è evidente che chi si occupa di SEO non potrà non confrontarsi con questo tema nell’immediato futuro”.