[24 Nov 2008 12:16] -
Di seguito riportiamo un'intervista a Luca Tomassini, responsabile di Business Innovation e di Marketing strategico di Telecom Italia
da La Repubblica – Affari & Finanza del 24 novembre 2008
Alicefibra, prove tecniche di un futuro a banda larga
di GIUSEPPE TURANI
«Il traffico voce tradizionale non è certo un business in espansione sulla rete fissa e anche
sul mobile non ci sono grandi movimenti. Le società di telecomunicazioni spiega Luca Tomassini,
responsabile di Business Innovation e di Marketing strategico di Telecom Italia devono cercare
strade nuove e la più interessante sembra essere quella della televisione via Internet insieme a
nuovi servizi ancora da sviluppare che certamente sono il futuro di questo mestiere».
Per tutte queste cose, però, serve la famosa banda larga. «Certamente. La
chiave di tutto sta nella Ngn, cioè nella nuova rete a alta velocità intorno a cui si sta
discutendo. Ma intanto stiamo facendo tutto il possibile per andare verso il nuovo».
In pratica? «Le novità in arrivo progressivamente nel corso del 2009 sono
due. Da una parte, nel mobile, porteremo la banda fino a 21 megabit. Il che significa andare a una
banda circa tre volte quella attuale. La nostra rete è già attrezzata per supportare questa
velocità e si tratta quindi solo di procedere con i necessari aggiornamenti. Ma nel corso dell’anno
prossimo i 21 megabit di banda diventeranno lo standard della nostra rete mobile. E questo,
rispetto a oggi, rappresenta certamente un grosso passo in avanti».
L’altra novità? «Riguarda la telefonia fissa. Stiamo già sperimentando, e saremo
pronti con l’offerta commerciale nel 2009, almeno in alcune grandi città, la soluzione Alicefibra.
Con Alicefibra gli utenti potranno disporre fino a 100 mega di banda. Ma non si tratterà di una
velocità imposta, prendere o lasciare. Gli utenti, in base alle loro necessità, potranno scegliere
la velocità desiderata (e il relativo abbonamento) fino a un massimo appunto di 100 mega. E anche
in questo caso si tratterà di un salto in avanti notevole».
E la Iptv, la televisione via Internet, su una banda di 100 megabit potrà viaggiare
tranquillamente e bene. «Esatto. Ma non si tratta solo di questo. In realtà puntiamo
sui nuovi servizi e su un modo nuovo di fare questo lavoro».
Cioè? «Oggi i vari Google, Yahoo, ecc. vanno bene perché riescono a fare la famosa
«profilatura» dell’utente. Quando uno si collega a loro per fare una ricerca sono in grado di dire
chi è, che cosa cerca abitualmente e che cosa fa sulla Rete. Noi siamo in grado di fare ancora di
meglio perché abbiamo più informazioni sui nostri clienti e quindi potremo fornirgli servizi più
puntuali e precisi».
Tipo? «Molte cose sono ancora da inventare, e per questo abbiamo creato Next Open
Innovation, che è un sito aperto a tutti gli esperti e agli sviluppatori dove si possono
sperimentare, con l’aiuto delle tecnologie Telecom, nuove soluzioni e nuove proposte. Si tratta di
un’apertura importante. In pratica questo sito (nextopeninnovation. it) è una sorta di vero e
proprio laboratorio on line per cercare nuove soluzioni nel campo delle telecomunicazioni».
Ma, intanto, avrete qualche idea. «Per la telefonia mobile penso a tutta una serie
di servizi «contestualizzati». In sostanza, si tratta di questo: la nostra rete mobile è in grado
di sapere in ogni istante dove si trova l’u tente. E questo consente a noi di fornirgli più
celermente il servizio richiesto senza stare a porgli domande inutili. Se uno si trova in una certa
piazza di Firenze e cerca un ristorante a poca distanza da dove si trova, diventa semplice
fornirgli la lista dei posti in cui può andare. Come risulta semplice metterlo direttamente in
collegamento telefonico con il posto che ha scelto. Lo stesso sistema si può usare per un’infinità
di altre situazioni (è per questo che abbiamo creato il Next Open Innovation, per avere
suggerimenti e proposte). L’idea di base è sempre quella, comunque: la rete «sa» dove si trova in
quel momento l’abbonato e quindi può fornire un servizio «sul posto», senza bisogno che lui stia a
spiegarci niente».
Una curiosità: la rete mobile riesce a dialogare con quella fissa? «Certo. Quando
prima accennavamo alla televisione via Internet, abbiamo in mente uno schema preciso. Questa Tv uno
la può vedere tanto su uno schermo Tv quanto sul computer. Allora, se gli arriva una telefonata
(sul mobile o sul fisso) può apparire una finestra sullo schermo che lo avvisa, e il soggetto può
decidere come rispondere (anche attraverso il Pc, se questo è attrezzato in modo adeguato). O può
decidere, ovviamente, di continuare a guardare la Tv e di rispondere più tardi. L’utente, in
sostanza, diventa il centro della comunicazione, qualunque «strumento» stia usando in quel
momento».
E parte di questo lavoro di innovazione passerà attraverso il vostro nuovo
portale? «Pensiamo di sì. Abbiamo deciso di aprirci e di coinvolgere tutti gli
appassionati e gli esperti di tecnologia che ci sono in giro. In Next Open Innovation ha quattro
sezioni fondamentali. Conosci, è la sezione in cui noi presentiamo le cose e i temi su cui stiamo
lavorando. Prova, è la sezione in cui ci sono le in formazioni sui servizi che si stanno
sperimentando. Collabora, è l’a rea in cui si possono esprimere le proprie opinioni e si possono
dare suggerimenti. Proponi, è infine la sezione in cui gli utenti possono suggerire soluzioni a
specifici problemi. In sostanza, questo nuovo portale è come un grande laboratorio Telecom aperto a
tutti, dove cercheremo di unire l’intelligenza dei nostri tecnici con quella della Rete, della
gente che poi usa i nostri servizi».